Leo, giovane studioso di botanica in missione in Algeria, incontra Miriam. Una prima lettera si trasforma in breve in una fittissima corrispondenza e in una storia d'amore.
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Nei primi anni Cinquanta un giovane studioso di botanica, Leo Ferlan, è in missione scientifica in Algeria: osserva le piante e disegna la carta geografica di quella parte di deserto. Ma in questa solitudine all’improvviso irrompe una donna. Un’amica di amici, Miriam Colautti, scrive a Leo per chiedergli come trovare lavoro ad Algeri. Lui riconosce la voglia di evasione della ragazza e fa seguire all’educata risposta una replica più personale. È così che tra i due nasce una fitta corrispondenza che porta a un incontro e, in seguito, a un matrimonio. Miriam ha custodito le lettere fino a oggi: Leo le raccontava dei paesaggi che lo circondavano, dei viaggi, ma anche di letteratura, filosofia, e dei tanti progetti per stare insieme.
Per tre anni, i fidanzati sono stati costretti a vivere lontani, a causa del lavoro di lui, e scriversi era l’unico modo di colmare la distanza.
Diario vincitore del Premio Pieve-Banca Toscana 2008
Leo Ferlan è nato nel 1928 a Idra, allora in provincia di Gorizia, oggi in Slovenia. Studioso di botanica, viene inviato in Algeria nel 1952 per una campagna geo-cartografica, dopo aver lavorato tre anni a Montpellier. Torna in Italia nel 1955, sposa Miriam Colautti e si trasferisce a Bergamo, dove finalmente lei può raggiungerlo. Leo, però, muore dopo pochi anni, nel 1961.
Nella stessa collana, Scusate la calligrafia, di Sisto Monti Buzzetti e Praga, radio clandestina, di Paola Oliva Bertelli, vincitori delle scorse edizioni del Premio Pieve-Banca Toscana.








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