"Ma si può imparare a scrivere e raccontare? La domanda è rituale. Rispondo: si può insegnare tutta la parte tecnica dello scrivere e del narrare. A me è stata insegnata". Giulio Mozzi
Pagine: 240
"Ma allora, se ciò che si insegna è tutta tecnica, dove stanno i sentimenti, la creatività, l'ispirazione?" Appunto: i sentimenti, la creatività, l'ispirazione hanno bisogno della tecnica. Se io - nel senso più banale della parola - non so scrivere, se sono analfabeta, dei sentimenti e della creatività e dell'ispirazione mi faccio poco. Oppure me ne farò tanto, ma non nella direzione della scrittura.
Questo libro tenta di presentare l'attività dello scrivere e del narrare come una normale attività umana, buona per la vita come sono buoni per la vita il far da mangiare, l'andare a spasso e il conversare con le amiche e gli amici. Anche per questo il discorso è un po' divagante, come sono divaganti la conversazione con gli amici e l'andare a spasso. E anche per questo i discorsi più o meno teorici, i commenti a testi, l'illustrazione di regole e criteri si mischiano continuamente con ricordi di lezioni, pezzi d'autobiografia, conversazioni notturne con amici e colleghi.
Giulio Mozzi è nato nel 1960. Abita a Padova. Ha pubblicato varie raccolte di racconti (la più recente è Sono l'ultimo a scendere, e altre storie credibili, Mondadori 2009). Con Stefano Brugnolo ha scritto un fortunato Ricettario di scrittura creativa (Zanichelli 2000). Le sue chiacchierate e lezioni sullo scrivere e il raccontare sono raccolte in Lezioni di scrittura (Fernandel 2002). Dal 2000 pubblica il bollettino di letture e scritture vibrisse (http://vibrisse.wordpress.com).
Della stessa collana ti consigliamo anche:
Voglio fare lo scrittore, di Davide Musso,
Esordienti da spennare, di Silvia Ognibene

OKNOtizie
Segnalo
Diggita
Delicious
Facebook
€ 14,90
aggiungi