Collane: Narrativa
Mario Perrotta
Il paese dei diari

Un romanzo-verità sull'Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (AR), un luogo magico - e unico - che custodisce le memorie degli italiani.

Guarda il reading di Mario Perrotta all'interno dell'Archivio dei diari.

ISBN: 978-88-6189-361-0
Pagine: 232

Nuova edizione, con nuove foto dall'Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano (a cura di Luigi Burroni).

 

Con un intervento di Ascanio Celestini.

 



“Mi guardo intorno e vedo stanze e corridoi riempiti da chili e chili di ricordi, raccolti in milioni di pagine, assemblate in migliaia di diari, lettere e memorie, un festival del ricordo insomma, un inno perenne alla memoria [...]. Sono il tentativo tenace di opporre resistenza alla dimenticanza, in una battaglia impari tra poche migliaia di sopravvissuti contro milioni di esistenze di cui non sapremo mai nulla. Tutte queste cose mi dice o mi fa intuire Saverio e quel timore che si era appena affacciato nei suoi occhi prende corpo davanti a me sul suo volto [...]. Anche lui ha paura, come tutti gli autori dei diari conservati qua dentro, di smemorarsi. Degli altri. E di sé.”

C’è un posto, in Toscana, dove sono custodite le storie degli italiani: è l’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano (Arezzo), fondato nel 1984 da Saverio Tutino, giornalista, già inviato per alcune tra le maggiori testate nazionali. Oggi i manoscritti depositati sono oltre seimila e il loro numero cresce di anno in anno. L’Archivio è un luogo unico, nato per raccogliere e conservare i diari, le memorie e gli epistolari della gente comune.
Ed è proprio qui che Mario, il narratore di questo romanzo-verità, rimane inavvertitamente chiuso una notte, iniziando così un viaggio che lo porterà a incontrare, scalino dopo scalino, stanza dopo stanza, gli abitanti di questo edificio “magico”, che ogni notte si animano per raccontare la propria storia. Per esempio quella della contadina Clelia Marchi, che scrisse la sua vita su un lenzuolo a due piazze, quella del cantoniere siciliano Vincenzo Rabito, semianalfabeta, che si chiuse in una stanza per imparare a usare la macchina da scrivere raccontandosi in oltre mille pagine, o ancora quella di Orlando Orlandi Posti, affidata a messaggi clandestini scritti dal carcere di via Tasso a Roma prima di essere fucilato alle Fosse Ardeatine...

Mario Perrotta (1970) è attore e autore teatrale. Cofondatore della Compagnia Teatro dell’Argine di Bologna, ha portato in scena, tra gli altri, gli spettacoli Italiani cìncali e La turnàta (scritti con Nicola Bonazzi), dedicati all’emigrazione italiana, e Odissea, con il quale ha vinto il Premio Hystrio per la drammaturgia. Nel 2008 il suo programma Emigranti Esprèss, andato in onda su Radio Rai, è diventato un libro pubblicato da Fandango. La Fondazione Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano gli ha conferito il Premio Città del diario, assegnato anche a Marco Paolini, Ascanio Celestini, Rita Borsellino e Francesco De Gregori.

 

Leggi l'intervista di repubblica.it a Mario Perrotta.

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