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  • Cultura
    • Aosta - Era un giorno qualsiasi

      Dal 20.02.2017 | 18:00 al 20.02.2017 | Espace Populaire
      via Mochet 7 - Aosta

      Presentazione di "Era un giorno qualsiasi".

      “La mattina presto del 12 agosto - un sabato - eravamo già tutti in piedi quando qualcuno arrivò gridando: ‘I tedeschi! I tedeschi!’.”

      Alberto ha 10 anni e si salva solo per caso dall’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema, in cui vengono uccise sua madre Elena e altre 400 persone. Eccidio che in Italia viene dimenticato fino al processo, clamoroso, del 2004, al quale si arriva grazie alla tenacia di un magistrato che riesce a individuare i responsabili della strage strappandola all’oblio.

      Anni più tardi, durante il G8 di Genova del 2001, ancora una violenza cieca, insensata, torna a farsi spazio nella storia personale dell’autore di questo libro, nipote di Elena, che qui ricostruisce le vicende drammatiche e appassionanti della sua famiglia lungo tre generazioni, ma anche uno spaccato del nostro Paese dove Sant’Anna di Stazzema diventa un simbolo e un punto di partenza “per un pensiero nuovo, una cultura diversa”.

      Lorenzo Guadagnucci ne discute con Silvia Berruto.

    • Torino - Era un giorno qualsiasi

      Dal 21.02.2017 | 18:00 al 21.02.2017 | Centro Sereno Regis
      via Garibaldi 13 - Torino

      Presentazione di "Era un giorno qualsiasi".

      “Tante volte ho ripensato a quella giornata che ha cambiato la mia vita e distrutto quella della mamma.So di essermi salvato grazie a un episodio piccolo piccolo: la decisione di seguire Arnaldo e nonno Pasquale, disobbedendo alla mamma. Lei mi voleva tenere con sé, quella mattina, ma io non ero il tipo da obbedire subito a qualsiasi ordine.

      Forse, se fossi stato un bambino timoroso, attaccato alle gonne della madre, sarei rimasto con lei e avremmo condiviso la stessa sorte: l’incolonnamento, la chiusura dentro la stalla della Vaccareccia, le bombe a mano, i colpi di mitra, l’incendio. Le sono sopravvissuto grazie a una decisione presa d’istinto quel sabato mattina, al limitare fra l’aia e il bosco. Da una parte lei che mi diceva ‘Alberto resta qui’, dall’altra Arnaldo che si incamminava sulle orme del nonno: ‘Dai, andiamo anche noi’.”

      Lorenzo Guadagnucci ne discute con Silvia Berruto.

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